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La comunicazione mamma-bambino nei primi mesi di vita

9 Febbraio 2021

Una delle cose che più sorprende le neo-mamme è la straordinaria capacità che i bambini manifestano sin da subito di comunicare. Provate a pensare al primo sorriso di vostro figlio, il primo pianto, la prima vocalizzazione. Non vi siete sorprese di quanto il vostro bambino vi abbia saputo dire, pur senza pronunciare nessuna parola? E una cosa che sorprende ancora di più è quanto i primi semplici gesti di un bambino siano in grado di attivare delle risposte da parte del genitore che, sintonizzandosi con lui, risponde e a sua volta determina altri segnali nel bambino.

Alla scoperta della comunicazione e della regolazione delle emozioni

Nella specie umana i nostri piccoli nascono con minori competenze rispetto ai cuccioli di altri animali. Per questo nei primissimi mesi di vita sono le principali figure di accudimento, ovvero i genitori, a prendersi cura di loro e a soddisfare i loro bisogni. Per garantirsi la vicinanza di chi solitamente si prende cura di lui, solitamente la mamma, il bambino, che non ha la forza fisica per muoversi e raggiungerla, utilizza degli strumenti di cui dispone naturalmente per ricercare le attenzioni di cui ha bisogno. Il pianto e il sorriso sono alcuni di questi. Si tratta di comportamenti innati, di cui è dotato sin dalla nascita e che ben presto utilizzerà per ricevere vicinanza e prossimità da parte di chi è in grado di proteggerlo.

Certamente è facile pensare che un bambino pianga tutte le volte che sente un bisogno che deve essere soddisfatto. Effettivamente un bimbo piange quando ha fame, quando prova dolore, quando ha paura. La risposta automatica di un genitore è quella di intervenire per soddisfare il suo bisogno e placare il suo malessere. Difficilmente il sorriso di un bambino scatena la stessa risposta, ma porta comunque un genitore a rispondere con un sorriso, una carezza o stringendolo a sè.

Si innescano così i primi scambi affettivi e comunicativi che coinvolgono attivamente sia il genitore che il bambino e che si basano sulle competenze comunicative messe in campo da entrambi i membri della coppia.

Perché è importante comunicare con il proprio bambino sin dai primi mesi di vita.

Avete mai sentito parlare di regolazione emotiva? È la capacità di gestire le nostre emozioni. Si tratta di una competenza fondamentale per il benessere psicologico di ciascuno di noi, in quanto un individuo in grado di regolare in maniera funzionale le proprie emozioni avrà più risorse per fronteggiare le situazioni, anche le più difficili, potendo contare su una buona capacità di leggere i propri stati emotivi e quelli altrui, di comunicarli senza che questi prendano il sopravvento e diano vita a comportamenti impulsivi senza controllo.

Secondo voi da dove ha origine la capacità di regolazione emotiva? Proprio nella relazione mamma-bambino fin dai primi mesi di vita.

È proprio nei primissimi scambi comunicativi che avvengono nel periodo dell’infanzia, che il bambino impara a regolare le proprie emozioni condividendo i propri stati emotivi con la propria figura di riferimento per poi passare ad una modalità di regolazione autonoma.

Fin dalla nascita il vostro bambino è in grado di esprimere le proprie emozioni attraverso sorrisi pianti gesti. A questi, sarete chiamate a rispondere con un sorriso, un gesto o una parola congrui. In questo modo vi sintonizzerete emotivamente con il vostro bambino e creerete stati affettivi coordinati. Quando lui vi sorride voi gli sorridete, quando lui manifesterà segnali di disagio, voi con la vostra vicinanza riuscirete a tranquillizzarlo aiutandolo a trasformare stati emotivi negativi in positivi. E così via.

Il continuo e reciproco scambio e condivisione di stati emotivi tra voi ed il vostro bambino è di fondamentale importanza per il suo sviluppo. Attraverso la continua sintonizzazione e ri-sintonizzazione su emozioni condivise il vostro bambino potrà costruire una rappresentazione di sé come competente ed efficace dal punto di vista comunicativo e del proprio genitore come disponibile e affidabile.

Siate disponibili a comunicare con i vostri bambini. E soprattutto siate disponibili a comunicare emozioni. Condividendo sorrisi, sguardi, gesti, parlando a vostro figlio e validando ciò che lui vi comunica lo farete sentire un interlocutore competente e lo aiuterete a costruire un’immagine di sé positiva ed efficace. Allo stesso tempo vi mostrerete disponibili e gli darete modo di fidarsi di voi.

Dott.ssa Anna Guerrini

Psicologa


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