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E se non arrivano tutti i regali della letterina? Il ruolo psicologico della frustrazione

15 Dicembre 2022

Si sa il Natale per molti bambini rappresenta un momento magico. Uno dei momenti più attesi è quello della scrittura della letterina a Babbo Natale, un’occasione nella quale poter esprimere i propri desideri e sperare che questi vengano esauditi.

Ma cosa succede se poi la notte di Natale sotto l’albero non dovessero esserci tutti i regali richiesti?

Le reazioninaturalmente possono essere diverse e possono esprimere diversi gradi di frustrazione per il desiderio non esaudito. Per i genitori saper accogliere questo sentimento e accompagnare i propri figli verso l’elaborazione della frustrazione è importante. 

Per frustrazione si intende un sentimento sperimentato in quelle situazioni in cui l’individuo è impossibilitato, temporaneamente o in modo permanente nella possibilità di soddisfare i propri bisogni e desideri. Il sentimento della frustrazione nasce nei primi giorni di vita, quando il neonato comprende la possibilità di soddisfare i propri bisogni primari legati alla sopravvivenza grazie all’intervento dell’altro. Egli impara fin da subito ad utilizzare il pianto come strumento per richiedere attenzioni e cure da parte dell’adulto che si prende cura di lui. Nel momento in cui queste richieste non vengono corrisposte, il bambino sperimenta la frustrazione.

A tal proposito possiamo dire che il sano sviluppo psicologico del bambino si lega strettamente all’alternanza di frustrazione e gratificazione.

Sta quindi al genitore rendere le frustrazioni tollerabili.

Per far questo, ci sono alcuni stili genitoriali che possono facilitare, altri invece ostacolare questo compito. Uno stile genitoriale totalmente permissivo, ad esempio, tenderà a soddisfare tutti i bisogni del bambino impedendo di fatto l’esperienza della frustrazione. Al contrario stili genitoriali troppo rigidi e severi, impediranno al bambino l’esplorazione dell’ambiente e la possibilità di fare esperienze che causeranno livelli troppo elevati di frustrazione, in assenza di modalità funzionali per affrontarla.

Occorre quindi mantenere un giusto equilibrio tra controllo e supporto che faccia sentire il bambino tutelato ma allo stesso tempo libero di esplorare l’ambiente, fiducioso nella possibilità di ricevere cure e protezione in caso di bisogno.

Dott.ssa Anna Guerrini
Psicologa