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Viaggio alla scoperta delle paure dei bambini

12 Marzo 2021

Le paure nei bambini possono essere davvero tante e dare luogo a momenti di agitazione e sconforto. Per i bambini imparare a fronteggiare le proprie paure è un compito davvero molto arduo. Anche per i genitori gestire i momenti di paura dei propri figli non è semplice.

Cerchiamo di capire insieme quali sono le paure più tipiche nei bambini, qual è il loro significato e come si può fare a gestirle.

Per prima cosa va detto che pur essendo tante, le paure nei bambini sono assolutamente naturali. Insieme alla gioia, la tristezza, la rabbia e il disgusto, la paura costituisce una delle emozioni di base, di cui siamo dotati sin dalla nascita. La paura, come tutte le emozioni primarie svolge una funzione adattiva importantissima: quella di attivare l’organismo affinché riesca a fronteggiare un pericolo o una minaccia per la sopravvivenza. La paura generalmente può attivare due tipi di risposte: l’attacco o la fuga.  In quanto reazione difensiva la paura ci protegge dai pericoli e tutela lo sviluppo e la crescita personale. Uno stato di paura non viene solo esperito internamente ma si manifesta anche con reazioni fisiche quali aumento del battito cardiaco, sudorazione, tensione muscolare. Proprio perchè spiacevole, generalmente si tende a fuggire da ciò che ci fa paura, in realtà l’unico modo per gestire le proprie paure è fronteggiarle.

Le paure che accompagnano i bambini nella loro crescita sono un modo per imparare a conoscere il mondo circostante. Non a caso le paure non sono tutte uguali, ma cambiano e si modificano a seconda della fase di sviluppo in cui il bambino si trova.

Vediamo quali sono le paure più tipiche dei bambini per poi passare a qualche consiglio su come comportarsi di fronte alle paure dei bambini.

Una delle prima paure nei bambini è la paura dell’estraneo. Si manifesta intorno all’ottavo mese di vita del bambino quando egli impara a differenziare la propria figura di attaccamento (di cui abbiamo già parlato in contributi precedenti) dalle figure estranee. Di fronte a episodi in cui il bambino sembra restio ad interagire con persone estranee è importante non forzarlo, ma restargli vicino fisicamente e rassicurarlo emotivamente. In questo modo imparerà che è possibile fronteggiare e superare momenti di paura.

Nei mesi successivi compare l’ansia da separazione e con essa la paura di restare da soli. Questa paura è tipicamente legata ad un aspetto psicologico molto importante. A questa età il bambino non ha ancora sviluppato quella che viene definita “costanza dell’oggetto” per cui quando la mamma o un’altra figura di riferimento importante si allontana, egli crede che sia sparita e che non tornerà più.

Con il passare del tempo possono manifestarsi altre paure, come ad esempio quella del buio, del temporale, dei personaggi fantastici (mostri, streghe, fantasmi).

Crescendo le paure dei bambini possono riferirsi all’ingresso nel mondo della scuola. L’ingresso a scuola rappresenta la prima vera grande occasione di rottura con il mondo familiare a cui era stato abituato fino a quel momento. Allo stesso tempo però rappresenta la prima vera grande occasione di sperimentarsi a livello sociale, con persone diverse dalle proprie figure genitoriali e familiari. Importante sarà l’incontro con il mondo dei pari. 

Un’altra paura tipica è quella della morte. Ovviamente i bambini non possiedono il concetto di morte così come lo si concepisce da adulti, ma può accadere che restino molto scossi da un evento legato alla morte. In questi casi può essere difficile per un genitore decidere come comportarsi. Decidere di negare l’informazione al bambino, facendo finta che nulla sia successo, o viceversa esporre troppo il bambino all’accaduto e trattarlo da adulto non sembrano essere le soluzioni migliori.

La cosa più opportuna da fare sarebbe essere quella di modulare le informazioni in modo coerente con l’età del bambino e il suo grado di sviluppo.

Come aiutare i bambini a gestire le proprie paure?

Come abbiamo visto le paure nei bambini sono molte e accompagnano il loro normale percorso di crescita. Pur essendo del tutto naturali, non vanno comunque sottovalutate, minimizzate o ridicolizzate, anzi accolte. I bambini vanno accompagnati lungo il percorso di elaborazione delle proprie paure in modo che riescano a capire che sebbene le paure esistano e siano spiacevoli, possono comunque essere affrontate con successo.

Vediamo come fare:

  • Fare attenzione al modo in cui i bambini esprimono le proprie emozioni. Non sempre sono in grado di utilizzare il linguaggio, come da adulti, per esprimere il proprio modo interiore. In molti casi infatti, è proprio nel comportamento dei bambini che possiamo leggere le loro espressioni più intime. Sono i genitori che si devono mettere in “ascolto” osservando il modo in cui i propri figli si comportano. Capricci, urla, possono essere alcuni dei segni con i quali i bambini manifestano il loro disagio interiore.
  • Incoraggiare i bambini ad esprimere le proprie emozioni nel dialogo con i genitori. Lasciarli soli a gestire contenuti emotivi difficili potrebbe portare i bambini a reprimere le proprie emozioni. Invece incoraggiare la comunicazione dei propri vissuti può essere utile per imparare a gestirli.

Per i più piccoli può essere difficile riuscire a mettere in parola quello che provano. Fiabe, favole e disegni possono aiutare i bambini ad esprimere ed elaborare i propri vissuti emotivi in un modo più semplice.

  • Mostrarsi vicini e attenti nel momento in cui il bambino esprime le proprie emozioni. Sarà importante mostrare attenzione a quello che il bambino racconta. In questo modo di sentirà legittimato e farlo e penserà che i suoi contenuti abbiano valore e siano meritevoli di essere ascoltati e accolti
  • Rispettare i tempi del bambino. Spingerlo ad un confronto aperto con le proprie paure, magari con frasi come “Sii forte, non essere sempre il solito fifone” non farebbe altro che alimentare le paure del bambino. Viceversa, rassicurarlo sulle sue possibilità di riuscita potrebbe aiutarlo ad acquisire quella fiducia in se stesso di cui necessita
  • Normalizzare la paura”. Spiegare ai propri figli che avere paura è normale non li farà sentire in qualche modo sbagliati e li aiuterà a contemplare la paura nel ventaglio delle normali esperienze tipiche della natura umana. Questo ridimensionerà la paura stessa e non li farà sentire sbagliati, deboli.
  • Non assillare i figli con le proprie preoccupazioni. Non faranno altro che alimentare le sue paure. Un conto è insegnare ad essere giudiziosi e attenti a ciò che potrebbe succedere, per evitare di mettersi in pericolo, e un conto è anticipare qualsiasi evento potenzialmente pericoloso, senza infondere un mino di fiducia nella possibilità di controllo dell’ambiente circostante. Spesso le paure dei bambini possono derivare da un atteggiamento iperprotettivo dei genitori.

Dott.ssa Anna Guerrini

Psicologa


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