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L’ansia da separazione

22 Settembre 2022

Per quanto possa essere difficile averci a che fare in quanto genitori, l’ansia da separazione manifestata dal bambino rappresenta una delle tappe fondamentali del suo sviluppo.

Pianti inconsolabili, irrequietezza, capricci e proteste sono alcune delle modalità attraverso cui l’ansia da separazione si manifesta. Nulla di più naturale nel comportamento del bambino che intorno all’ottavo /decimo    mese, sperimenta questo disagio.

Vedremo di che cosa si tratta e come affrontarla al meglio.
L’ansia da separazione rappresenta una delle tappe fondamentali dello sviluppo del bambino, compare intorno all’ottavo/decimo mese di vita e rappresenta quel sentimento di angoscia che nasce dal timore di essere abbandonato dalla figura di riferimento, generalmente la mamma.

Di per sé la manifestazione di un disagio attraverso, ad esempio, il pianto nel momento in cui la propria figura di riferimento si allontana è indice del fatto che l’attaccamento tra il bambino e il suo caregiver (ovvero la persona che si prende cura di lui) è forte e funziona.

Per questo l’ansia al momento del distacco è fisiologica e naturale e non deve per forza costituire una fonte di preoccupazione per il genitore. Nonostante questo, può essere difficile per un genitore gestire il proprio bambino nei momenti di separazione.

In questi momenti è opportuno fornire chiare spiegazioni al momento del distacco, evitando bruschi o improvvisi allontanamenti, far sapere al bambino che il genitore tornerà, restituire una spiegazione a ciò che sta provando, non solo a ciò che sta accadendo, rassicurarlo rispetto al fatto che quello che prova è legittimo, far sapere al proprio bambino quanto è amato e desiderato. Talvolta anche lasciare il bambino in compagnia di un giocattolo del cuore o un oggetto a lui caro può essere un valido aiuto per rassicurarlo nei momenti in cui la mamma, il papà o chi si prende cura solitamente di lui non c’è.

Tendenzialmente l’ansia da separazione permane fino al compimento del secondo anno di età. A questo punto i bambini hanno appreso che la mamma (o chi si prende cura di loro), nonostante non sia presente in alcuni momenti continua ad esistere e hanno sviluppato la credenza che tornerà.

Quando l’ansia diventa eccessiva. Il disturbo d’ansia da separazione
Sebbene l’ansia da separazione sia del tutto normale, talvolta può dar vita ad un vero e proprio disagio clinicamente significativo che si manifesta nei bambini più grandi e che prende il nome di disturbo d’ansia da separazione. Si tratta di un disturbo che comporta un’inappropriata ed eccessiva paura o ansia che affligge i bambini in situazioni che implicano la separazione dalla figura di riferimento primaria tale da incidere sullo svolgimento delle attività quotidiane. Infatti, i bambini con ansia da separazione si mostrano riluttanti ad uscire di casa, si rifiutano di andare a scuola o in altri posti, non vogliono dormire fuori casa o chiedono di dormire sempre con i genitori. Spesso hanno incubi, che possono riguardare cose brutte che succedono ai genitori e provano intensa angoscia. Tutto ciò incide negativamente sulla loro autonomia, sulla capacità di esplorazione e sulle loro attività quotidiane. I bambini con ansia da separazione possono incontrare difficoltà nella relazione con gli altri.

Essendo il disturbo d’ansia da separazione una vera e propria condizione clinica è opportuno che venga affrontato nella maniera corretta attraverso interventi di tipo psicoterapeutico da parte di professionisti del campo dello sviluppo.

Dott.ssa Anna Guerrini
Psicologa