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Genitori e figli adolescenti, un difficile rapporto

28 Aprile 2022

Nei contributi precedenti abbiamo definito e discusso di alcuni dei cambiamenti più significativi che caratterizzano il periodo adolescenziale, in parte per cercare di dare qualche informazione che in qualche modo possa essere utile per i genitori alla lettura. Come mai dico in parte? Perché si sa, l’adolescenza è un periodo di forti turbolenze e per un genitore può non essere sempre facile capire il proprio figlio. Comprendere il comportamento tipico degli adolescenti e i cambiamenti biologici, emotivi e cognitivi che sperimentano è il primo passo per facilitare la gestione del rapporto genitori-figli durante l’adolescenza. Tuttavia, non è detto che anche sapendo che cosa succede nella vita di un adolescente, sia automaticamente più facile saperlo gestire.

L’arrivo dell’adolescenza non mette in crisi solo i ragazzi che la vivono sulla loro pelle, ma anche i loro genitori che improvvisamente si ritrovano in casa un adolescente che sembra un estraneo rispetto al bambino avuto in casa fino a poco tempo prima.

Uno degli aspetti più caldi nella relazione genitori-figli in adolescenza è quello della comunicazione. Come fare, da genitore, a renderla più funzionale?

  • Innanzitutto, ponetevi in ascolto dei vostri ragazzi, cercando di cogliere tutti gli aspetti comunicativi, sia quelli verbali che non verbali. Prestate quindi attenzione non solo a quello che dicono ma anche a come ve lo dicono, cogliendo soprattutto gli aspetti emotivi e i loro vissuti legati alle esperienze che condividono con voi.
  • Accogliete ciò che i vostri figli vi raccontano con empatia, interesse e senza giudizio. Commenti a volte negativi e invalidanti rispetto a ciò che i ragazzi raccontano possono veicolare vissuti di inadeguatezza e vergogna.
  • Evitate minacce o ordini, ma al contrario mostratevi accoglienti e disponibili al dialogo, senza essere troppo invadenti e rispettando i tempi e gli spazi. Utilizzate un tono non predicatorio, che non faccia vergognare o sentire in colpa vostro figlio per quello che vi racconta di sé. Siate comunque sempre pronti ad accogliere ciò che vi viene detto e proporre modalità alternative di gestione della problematica portata
  • Non minimizzate o criticate quello che viene detto. Sminuire i loro stati d’animo li fa sentire poco ascoltati, mentre giudizi negativi finiscono spesso per ledere l’immagine che l’adolescente ha di sé.
  • Date consigli, più che offrire soluzioni. Questo consentirà loro di andare alla ricerca di soluzioni personali, sperimentandosi nella loro autoefficacia e nella loro competenza. Offrire risposte preconfezionate ostacola lo sviluppo dell’autonomia e può rendere i ragazzi insicuri e più dipendenti dagli adulti.
  • Cercate di conoscere il loro mondo, i loro gusti, le loro preferenze, i loro desideri mostrando interesse per i loro vissuti e i loro stati d’animo.

Dott.ssa Anna Guerrini
Psicologa