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Le emozioni. Definizione e funzioni delle emozioni primarie

5 Maggio 2022

Uno degli elementi che più caratterizza le nostre esperienze e quelle dei bambini sono le emozioni.
Parlare di emozioni non è semplice, in quanto si tratta di un argomento vastissimo e di un oggetto di studio complesso. Tuttavia, le emozioni pervadono la nostra vita quotidiana e rivestono un ruolo importante nell’ambito dello sviluppo psicologico del bambino.
Per questo, nei prossimi contributi, parleremo di emozioni, cercando di definirle, di comprenderle nella loro natura e nel loro ruolo, soprattutto nell’ambito dello sviluppo dei bambini. Cercheremo di capire anche come mai è importante favorire lo sviluppo emotivo dei più piccoli e come farlo in modo funzionale.

Che cosa sono le emozioni e a che cosa servono
Cercare di definire le emozioni è compito assai arduo. Innanzitutto, le emozioni costituiscono un fenomeno complesso della nostra esperienza umana, che si gioca su diversi piani, tra cui quello fisico ma anche quello psicologico e sociale. Vengono definite in letteratura come un fenomeno complesso e multi-componenziale tanto che si parla spesso di emozioni come eventi o esperienze emotive su più livelli: fisico, cognitivo, sociale e comunicativo.
Secondo Darwin tutte le emozioni svolgono una determinata funzione da un punto di vista evolutivo. Svolgono infatti importanti funzioni di guida nei processi di decisione, ragionamento e giudizio.
Le emozioni rappresentano in un certo senso delle bussole interne che ci aiutano ad orientarci nel mondo e ci guidano nelle nostre vite.
Classicamente si distinguono le emozioni di base o primarie, tra cui ritroviamo la tristezza, la gioia, la rabbia, il disgusto e la paura e le emozioni secondarie o complesse, tra cui la colpa e la vergogna.
Le emozioni di base o emozioni primarie sono innate ed espresse universalmente. Come ogni emozione ognuna di loro svolge un’importante funzione a livello evolutivo.

La paura segnala un pericolo e serve a metterci in salvo con la fuga, l’attacco, o l’immobilità. La paura rappresenta un’emozione di base che condividiamo con gli animali e che svolge la funzione di garantire la sopravvivenza in quanto si innesca di fronte ad una minaccia e ci consente di reagire.

La tristezza è legata a una perdita, rappresenta un’emozione che proviamo quando perdiamo qualcosa a cui teniamo. Essa è molto importante perché ci dà il tempo di ritirarci, di riflettere e di elaborare quanto perduto.

La rabbia segnala un torto subito e ci dà una mano a metterci nella posizione di difendere e rivendicare i nostri diritti. Di fronte a qualcosa che noi viviamo come un’ingiustizia si attiva la rabbia che genera un impulso ad agire in modo aggressivo.

Il disgusto è un’altra emozione di base importantissima che insorge quando ci interfacciamo con qualcosa che valutiamo come nocivo alla nostra sopravvivenza o al nostro benessere. Essa ci allontana da qualcosa di fisicamente o moralmente negativo per noi.

La gioia si prova quando siamo soddisfatti del nostro stato, per indurci a mantenerlo. Solitamente la gioia si sperimenta quando raggiungiamo un obiettivo, vediamo realizzato un nostro desiderio o appagato un nostro bisogno.

Talvolta viviamo emozioni molto intense, tanto da elicitare vissuti di sofferenza. Questo accade perché intervengono fattori appresi nella nostra storia di vita o aspetti traumatici che funzionano da amplificatori di vulnerabilità. Anche in questo caso, le emozioni sono utili e ci proteggono, ma possono essere vissute con fatica e difficoltà. 
Accogliere le nostre emozioni e gestirle in modo funzionale ci aiuta a non esserne sopraffatti.
Questo non significa reprimerle o agirle impulsivamente, ma modularne in maniera efficace la loro intensità, riconoscendole, accettandole, esprimendole per evitare che queste restino dentro di noi e ci causino eccessiva sofferenza.

Dott.ssa Anna Guerrini
Psicologa