Blog & Stories

L’obesità infantile

11 Agosto 2022

In Italia l’obesità infantile rappresenta un problema di primaria rilevanza sociale, in continuo aumento. Si tratta di un fenomeno che, come nell’adulto, comporta uno squilibrio tra le calorie introdotte nel corpo e quelle utilizzate, con conseguente aumento di peso. A rendere ancora più drammatico il dato del costante aumento dell’obesità in età infantile vi è l’impatto che questo può avere sul futuro, dato che un bambino obeso ha molte probabilità di diventare un adulto obeso.

Rispetto all’adulto però, nel quale per la definizione di obesità si utilizza l’indice di massa corporea, ovvero il rapporto tra il peso espresso in chilogrammo e l’altezza espressa in metri al quadrato (kg/m2) che deve essere superiore a 30, nei bambini la questione è più complessa. Per i più piccoli, infatti, si fa riferimento alle curve di crescita espresse in percentili che tengono conto dell’età e del sesso del paziente. Si parla dunque di sovrappeso quando l’indice di massa corporea del bambino arriva fino al 95° percentile e di obesità quando lo supera.

L’obesità è una patologia molto complessa che si dice abbia un’eziologia multifattoriale ovvero non sia causata da un singolo fattore, ma dall’intreccio di diversi elementi tra loro. Alla base dell’obesità, infatti, vi possono essere cause da natura biologica, psicologica, ambientale e sociale. Eccessiva sedentarietà, alimentazione disfunzionale, l’utilizzo del cibo come modo per gestire le emozioni più difficili, sono solo alcune delle cause sottostanti l’obesità.

Ci sono poi diverse conseguenze che l’obesità infantile può portare, non solo sul piano fisico ma anche psicologico. Tra le possibili ripercussioni psicologiche dell’obesità ritroviamo una bassa autostima, ansia, depressione, difficoltà nelle relazioni interpersonali.

In alcuni casi il disagio sperimentato può portare allo sviluppo di un vero e proprio disturbo del comportamento alimentare. Tra tutti quello maggiormente associato all’obesità è il disturbo da alimentazione incontrollata o binge eating disorder.

Le linee guida per la cura dell’obesità sono concordi nel ritenere indispensabili interventi multidisciplinari per la promozione di uno stile di vita sano. Tali interventi si sviluppano a partire dal dialogo costante e aperto tra diversi specialisti, tra cui medici, dietisti, fisioterapisti, scienziati motori e psicologi, che tenga conto della persona nella sua complessità e si prenda cura di tutti gli aspetti in gioco, famiglia in primis che deve essere coinvolte in programmi strutturati in grado di promuovere un corretto stile di vita.

Dott.ssa Anna Guerrini
Psicologa