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La perdita di una persona cara per un bambino

18 Novembre 2021

La perdita di una persona cara in famiglia può rappresentare un evento molto doloroso per tutti. Anche per i bambini, la morte di qualcuno di vicino a loro può costituire un evento in grado di portare dolore e sofferenza. Per questo è fondamentale spiegare al bambino il concetto di morte, in modo che possano avviare un sano processo di elaborazione del lutto vissuto.

Spesso siamo portati a credere che proteggere i bambini da un tema così delicato come quello della morte sia il modo migliore per evitare loro una possibile sofferenza. In realtà così facendo non teniamo in considerazione il fatto che i bambini sono molto sensibili a quello che succede intorno a loro, soprattutto da un punto di vista emotivo. Evitare di spiegare ciò che sta accadendo è controproducente. I silenzi e i “non detti” lasciano infatti i bambini da soli di fronte ad un evento difficile da comprendere, senza un adeguato supporto da parte dei genitori e li portano a darsi spiegazioni da soli, spesso erronee, in assenza di un genitore in grado di fornirgliene una.

Ecco che allora diventa importante non lasciare i bambini da soli di fronte a questo difficile compito di comprensione. Come per ogni altra cosa, i bambini per comprendere il mondo hanno bisogno di vicinanza, affetto, e semplicità. Le risposte che dobbiamo dare loro quindi, dovranno quindi essere il più possibile semplici, chiare, espresse con un linguaggio adeguato, e accompagnate dalla disponibilità fisica ed emotiva ad accogliere tutte le domande, i dubbi, le paure e le angosce che il concetto di morte può scatenare.

Ma in che modo i bambini vivono il concetto di morte?
I bambini più piccoli, fino ai tre anni circa non possiedono una chiara comprensione del concetto di morte, in quanto non possiedono l’idea di irreversibilità e universalità della morte. Riescono tuttavia a sentire da un punto di vista emotivo lo stato di tristezza e agitazione che si genera intorno a loro e per questo possono essere confusi. I bambini piccoli non riescono ad esprimere le emozioni da un punto di vista verbale, manifesteranno pertanto il loro disagio attraverso comportamenti insoliti, che potrebbero lasciare spiazzati i genitori. Per questo è importante esserci, coccolarli, rassicurarli, in modo da restituire loro maggior sicurezza e fiducia. Con gli anni successivi, i bambini iniziano a rappresentarsi maggiormente il concetto di morte, diventando pian piano più capaci di comprendere che la morte è un evento naturale, universale e irreversibile, arrivando più o meno intorno ai 9 10 anni ad una comprensione più completa della morte. Ancora una volta però possono avere difficoltà ad esprimere le loro emozioni in maniera chiara attraverso le parole pertanto possono presentarsi anche a questa età comportamenti più aggressivi, rabbia e frustrazione. Solo successivamente, l’elaborazione del lutto sarà più matura e consapevole e sarà sempre compito dei genitori accompagnare i propri bambini lungo questo processo, atto non solo ad avere una chiara comprensione dell’evento ma anche a gestire le emozioni provate.

Come fare quindi ad aiutare i propri figli nel processo di elaborazione del lutto?
Per prima cosa occorre saper dare sempre spiegazioni chiare e semplici dell’evento accaduto, fornendo informazioni sull’evento che ha colpito la famiglia. La comunicazione in questo caso deve essere semplice e sincera, con un linguaggio adeguato all’età. Le parole non bastano. Occorre esserci fisicamente ed emotivamente per contenere le paure del bambino, le sue angosce, e fornire il sostegno e il calore di cui ha bisogno per affrontare un momento così difficile. Incoraggiare poi il bambino ad esprimere le proprie emozioni può essere d’aiuto per non lasciarlo solo in balia di emozioni molto intense, spesso difficili da gestire.

Dott.ssa Anna Guerrini
Psicologa


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