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Il pianto nei bambini

9 Giugno 2022

Il pianto rappresenta uno dei principali strumenti comunicativi del bambino. Esistono diversi tipi di pianto, riconoscerli e rispondervi in modo adeguato è fondamentale. Per un neo-genitore imparare a riconoscere il tipo di pianto del bambino e la richiesta sottostante è un compito talvolta arduo e non privo di preoccupazione e stress. Sarò capace di capire il pianto del mio bambino? Cosa mi starà chiedendo? Smetterà di piangere? E se non smette cosa faccio? Queste sono solo alcune delle possibili domande che un neogenitore si pone di fronte al pianto del proprio bambino.

Ma che cos’è esattamente il pianto di un bambino? Perché un bambino piange? Quali sono le richieste che esprime piangendo?

Il pianto è innanzitutto un comportamento che fin dalla nascita il bambino è in grado di mettere in atto per richiamare l’attenzione del proprio caregiver, esprimere bisogni, ricevere cure. È altresì un chiaro segnale di come il bambino sia un essere sociale sin dalla nascita, in grado di comunicare e muoversi all’interno della relazione con il proprio caregiver.

Esistono diversi tipi di pianto che possono essere ricondotti a varie funzioni. I principali, così come descritti da Winnicott, pediatra e psicologo britannico, sono il pianto per soddisfazione, dolore, angoscia e rabbia.

Il bambino è innanzitutto predisposto fisiologicamente al pianto. Il pianto alla nascita svolge una funzione fisiologica di esercizio per i propri polmoni, e così esiste il pianto di soddisfazione legato all’esercizio di tale funzione. Il bambino impara a conoscere il proprio corpo ed esercita le proprie funzioni. Esiste il pianto di dolore, legato ad esempio all’esperienza di dolore fisico, o ad un bisogno urgente da soddisfare come ad esempio la fame. Ci sono poi il pianto d’angoscia e quello di rabbia che sono invece legati più ad esperienze emotive che fisiche. L’angoscia di non vedere la mamma al proprio risveglio o la rabbia per non riuscire da solo ad avvicinarsi a qualcosa che si desidera raggiungere vengono ad esempio espresse attraverso il pianto.

Come rispondere al pianto del neonato?

La risposta al pianto di un neonato è fondamentale per il suo sviluppo fisico e psicologico. Come abbiamo visto i bambini piangono per richiamare le cure e le attenzioni dei genitori. Piangono perché hanno bisogni fondamentali: essere nutriti, tenuti in braccio, confortati e amati. È fondamentale dunque rispondere efficacemente alle loro richieste d’auto. 

Rispondere ai bisogni espressi dal bambino non significa per forza viziarlo, ma agire per soddisfare i suoi bisogni, facendolo sentire al sicuro.  E contrariamente al senso comune, quella sicurezza e fiducia lo porteranno piano piano a piangere di meno e a sentirsi più autonomo e indipendente.  Questo perché i bambini piccoli che provano una profonda fiducia nei loro genitori, tendono a sviluppare un sicuro senso di sé che li aiuta a calmarsi in seguito. 

Importante è farlo mantenendo la calma, non lasciandosi sopraffare dall’ansia o dalla preoccupazione di non riuscire a calmarlo immediatamente. I bambini sono molto sensibili al clima emotivo circostante, sentirebbero l’angoscia trasmessa dal genitore. Occorre sviluppare la fiducia nelle proprie capacità di saper leggere le richieste del proprio bambino e rispondervi in modo adeguato, facendo sentire il bambino accolto e amato.

Dott.ssa Anna Guerrini
Psicologa