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	<title>Blog &#8211; Bodee</title>
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		<title>I voti a scuola</title>
		<link>https://bodee.it/i-voti-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 12:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scuola chiama voti! Sebbene la scuola sia solo agli inizi, quando se ne parla non si può non pensare ai voti, ai giudizi degli insegnanti, alle pagelle. I voti a scuola sono dei giudizi, delle valutazioni che gli insegnati esprimono circa l’andamento scolastico degli studenti nelle materie che insegnano. &#160;Dopo un compito scritto o un’interrogazione [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://bodee.it/i-voti-a-scuola/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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<p>Scuola chiama voti! Sebbene la scuola sia solo agli inizi, quando se ne parla non si può non pensare ai voti, ai giudizi degli insegnanti, alle pagelle.</p>



<p>I voti a scuola sono dei giudizi, delle valutazioni che gli insegnati esprimono circa l’andamento scolastico degli studenti nelle materie che insegnano. &nbsp;Dopo un compito scritto o un’interrogazione orale segue sempre un voto. Esso rappresenta un’occasione per rimandare un feedback allo studente circa la sua prestazione. Attraverso il voto è possibile capire che cosa si ha imparato, che cosa andrebbe potenziato, quali sono i punti di forza e di debolezza circa l’apprendimento di quella materia. Tuttavia, molto spesso il voto viene preso da parte degli studenti come un giudizio personale, che esula dal compito svolto e che sfocia in una rappresentazione positiva o negativa di sé. Un elemento importante su cui i voti possono esercitare un peso è l’autostima.</p>



<p>L’autostima è il valore che ciascuno di noi attribuisce a se stesso. È un concetto in continua evoluzione che inizia a costruirsi fin dai primi anni di vita e prosegue, si evolve nel corso degli anni. Anche le esperienze di vita contribuiscono nel determinare la propria autostima. E se pensiamo ai bambini e ai ragazzi a scuola, ci rendiamo subito conto di quanto le esperienze scolastiche, tra cui i voti, possano avere un peso notevole nella costruzione della propria autostima. Questo accade perché l’autostima è influenzata da diversi fattori, tra cui il senso di autoefficacia, ovvero la fiducia che una persona ha nelle proprie capacità, la convinzione di farcela, la capacità di credere di potercela fare. Esperienze negative, se non debitamente elaborate in quanto tali, possono finire per indebolire il senso di autostima e di autoefficacia.</p>



<p>Per bambini con una scarsa autostima è difficile affrontare un brutto voto. Per alcuni di loro prendere un voto insufficiente al compito in classe significa “Io non valgo a sufficienza”. Questo avviene perché è come se si creasse un parallelismo tra il voto preso a scuola e il giudizio personale di sé, come a dire che un 5 alla performance scolastica equivale a un 5 alla persona.</p>



<p>Va detto poi che una scarsa autostima spesso favorisce l’innescarsi di un circolo vizioso per cui non credere in se stesso porta a crearsi delle aspettative negative sull’andamento di un compito. Esse non motiveranno lo studente ad impegnarsi e a mettersi in gioco e comporteranno inevitabilmente un ennesimo fallimento che a sua volta andrà ad alimentare e a rafforzare una scarsa autostima.</p>



<p>Per questo è compito dei genitori supportare la costruzione di una buona autostima e di una buona rappresentazione di sé aiutando i propri figli a non attribuire al voto un peso maggiore di quello che ha nella costruzione di una positiva ed integrata immagine di sé.</p>



<p>Al contrario, è bene educare i propri figli a saper riconoscere i propri successi, le proprie risorse, individuare i propri limiti e motivarli a superarli, assumendo un ruolo attivo e positivo, confidando nella capacità di potercela fare. È importante che i genitori esprimano la loro fiducia nelle capacità dei figli. Questo li aiuterà a rendersi conto che qualcuno crede in loro. È compito dei genitori anche favorire l’espressione delle emozioni dei propri figli, aprendoli al dialogo e al confronto al fine di esprimere ciò che sentono. Questo li aiuterà a gestire positivamente le proprie emozioni senza sentirsi sbagliati.</p>



<p class="has-text-align-right">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right">Psicologa</p>
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		<title>I disturbi specifici dell’apprendimento</title>
		<link>https://bodee.it/i-disturbi-specifici-dellapprendimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 12:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[È con l’ingresso nel modo della scuola e con le prime occasioni di apprendimento che possono manifestarsi alcune difficoltà scolastiche nei bambini. Spesso si tratta di difficoltà temporanee, dovute ad un lieve ritardo rispetto agli altri coetanei nell’acquisizione e nello sviluppo delle abilità di base, ovvero la lettura la scrittura e l’abilità di calcolo. In [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://bodee.it/i-disturbi-specifici-dellapprendimento/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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<p>È con l’ingresso nel modo della scuola e con le prime occasioni di apprendimento che possono manifestarsi alcune difficoltà scolastiche nei bambini. Spesso si tratta di difficoltà temporanee, dovute ad un lieve ritardo rispetto agli altri coetanei nell’acquisizione e nello sviluppo delle abilità di base, ovvero la lettura la scrittura e l’abilità di calcolo. In altri casi però, per nulla rari, tali difficoltà possono essere il primo segnale di un disagio più marcato, che se non fosse debitamente colto e affrontato, non farebbe altro che acuirsi nel tempo e generare ansie e frustrazioni tanto nei bambini quanto nelle loro famiglie.</p>



<p>Per questo è importante parlare di disturbi specifici dell’apprendimento, un insieme complesso di varie patologie appartengono ai disturbi del neurosviluppo e che possono riguardare in forma diversa l’acquisizione e lo sviluppo delle principali abilità di base nel mondo dell’apprendimento scolastico.</p>



<p>Vediamo quindi di che cosa si tratta.</p>



<p>I disturbi specifici dell’apprendimento innanzitutto si riferiscono ad una serie di difficoltà nell’acquisizione e sviluppo delle principali abilità di base, ovvero la scrittura, la lettura e l’abilità di calcolo. Tra i principali disturbi specifici dell’apprendimento ritroviamo la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia.</p>



<p>Con il termine dislessia ci si riferisce ad una difficoltà nella capacità di leggere in maniera corretta e fluente un testo scritto. La disgrafia indica la difficoltà nell’abilità motoria necessaria per la scrittura. La disortografia rappresenta una difficoltà nelle competenze ortografica e fonologica. Infine, la discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda l’abilità di calcolo.</p>



<p>Diversi sono gli elementi che concorrono a determinare i disturbi dell’apprendimento, i quali hanno senza dubbio un’origine biologica e riguardano a vario livello le modalità di funzionamento delle reti neurali interessate nei processi di apprendimento delle abilità di base. Non sono connessi invece a deficit intellettivi di altra natura. È importante sottolineare questo aspetto in quanto spesso i bambini con uno o più disturbi specifici dell’apprendimento in comorbidità vengono visti come poco intelligenti e svogliati. Al contrario, i bambini con un disturbo specifico dell’apprendimento sono molto intelligenti e creativi.</p>



<p>Spesso sono le maestre a scuola ad accorgersi per prime di eventuali difficoltà nel bambino. È loro compito parlarne con i genitori, condividendo gli elementi osservati nel comportamento del bambino, le sue eventuali difficoltà e soprattutto il suo adattamento a scuola. In altri casi invece sono i genitori i primi a rendersi conto che qualcosa non va. Anche in questo caso è importante parlare con gli insegnanti in modo da condividere i pensieri rispetto alle osservazioni fatte del comportamento del bambino.</p>



<p>Tuttavia, questo non basta. Genitori ed insegnanti spesso sono confusi e non sanno comprendere fino in fondo il comportamento del bambino che non sentendosi compreso né a scuola né in famiglia, corre il rischio di sviluppare un fragile senso di autostima ed autoefficacia. Ed è proprio per questo che non si può agire da soli. È molto importante, una volta che si sospetta un disturbo specifico dell’apprendimento, rivolgersi ad uno specialista per un approfondimento diagnostico.</p>



<p>La diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento solitamente viene formulata da una equipe multidisciplinare composta da diverse figure, tra cui il medico – un neuropsichiatra infantile – uno psicologo e un logopedista. Una corretta diagnosi è il primo importante passo nel processo di cura. Permette non soltanto di avere un quadro più chiaro della situazione ma protegge anche dal commettere gli errori più comuni, seppur commessi inconsapevolmente, di colpevolizzare il bambino, di considerarlo svogliato o attribuire le sue difficoltà scolastiche ad altri problemi psicologici. Una volta formulata una chiara diagnosi, allora sarà possibile anche impostare un programma di intervento idoneo. Per i genitori affrontare una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento nei figli può non essere semplice. Per prima cosa possono emergere un forte senso di colpa e inadeguatezza unitamente ad un senso di impotenza se si ha la sensazione di non poter fare nulla per aiutare i figli. Eppure, i genitori restano il principale punto di riferimento per i propri figli soprattutto nei momenti di difficoltà. Per questo è importante riuscire ad affrontare nel migliore dei modi anche momenti così difficili. Non incolpare se stessi è il primo passo per affrontare in maniera lucida una diagnosi di DSA. Successivamente, occorre assumere un ruolo attivo nell’accompagnare il proprio bambino all’interno della sua esperienza scolastica. L’apprendimento scolastico non si svolge soltanto a scuola e i genitori sono chiamati a mettere in campo delle pratiche genitoriali che sostengano e promuovano il più possibile il benessere e lo sviluppo del proprio bambino con difficoltà scolastiche.</p>



<p class="has-text-align-right">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right">Psicologa</p>
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		<title>Il primo giorno di scuola</title>
		<link>https://bodee.it/il-primo-giorno-di-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 10:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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<p>La fine dell’estate per molti segna non solo il momento in cui occorre lasciarsi alle spalle i castelli di sabbia e le formine ma anche quello in cui si è chiamati a prepararsi per un grande appuntamento: il primo giorno di scuola. Per molti bambini sta per arrivare il grande giorno, che, va detto, non è un appuntamento importante solo per loro, ma anche per i loro genitori e perché no, per l’intera vita familiare. Che si tratti dell’inizio dell’esperienza scolastica o di un nuovo ciclo, anche solo l’inizio di un nuovo anno scolastico, il primo giorno di scuola è sempre un momento carico di emozioni.</p>



<p>Per un bambino il primo giorno della scuola elementare rappresenta un momento molto importante perché segna ufficialmente l’ingresso del mondo delle relazioni tra pari, con gli insegnanti, tra i principali adulti di riferimento oltre ai genitori, con l’apprendimento e con nuove responsabilità. &nbsp;Il tutto in un ambiente nuovo, fatto di regole ed esperienze che ogni giorno scandiranno la loro vita.</p>



<p>Per questo il primo giorno di scuola è senza dubbio un momento carico di emozioni tanto che alcuni si ricorderanno del primo giorno di scuola per tutta la vita. Molti bambini saranno pieni di entusiasmo al pensiero del primo giorno di scuola che si avvicina, altri invece potranno mostrare ansia e paure. È compito dei genitori stare vicini al proprio bambino ed aiutarli a gestire queste forti emozioni, accompagnandoli senza trasmettere loro ansie eccessive. Di seguito qualche semplice consiglio che possa guidare i genitori in questo difficile compito.</p>



<p>Può essere utile accompagnare il vostro bambino a vedere la scuola. Anche se solo esternamente, vedere l’edificio scolastico può aiutarlo a familiarizzare con il nuovo ambiente. Favorite l’espressione dei suoi pensieri e delle sue emozioni alla vista della scuola, accogliendo, senza alcun tipo di giudizio tutti i suoi stati d’animo a riguardo e rassicurandolo che quello è un posto sicuro.</p>



<p>Rendetelo partecipe e favorite un suo ruolo attivo nel corso di tutti i preparativi per il primo giorno di scuola. Comprate insieme a lui tutto l’occorrente, facendo scegliere ciò che più gli piace. Coinvolgetelo nel preparare l’astuccio e ogni altro materiale che servirà a scuola. In questo modo vostro figlio non solo inizierà a familiarizzare con il materiale scolastico, ma imparerà anche ad averne cura.</p>



<p>Abituate il bambino ad una nuova routine, quella dei giorni di scuola. Sarebbe troppo brusco il passaggio dalla “vita in vacanza” a quella scandita dai tempi della scuola. Per favorire al meglio il suo adattamento alla nuova routine potrebbe essere utile iniziare qualche settimana prima dell’inizio della scuola a rivedere gli orari e le abitudini della giornata, in modo che il nuovo inizio non sia così traumatico.</p>



<p>Abbiate fiducia nei vostri figli, lanciate loro messaggi di rassicurazione, fate sentire loro che siete certi che tutto andrà bene, incoraggiandoli a vivere nella maniera più serena possibile il primo giorno di scuola e l’intera esperienza scolastica, senza caricare di ansia e preoccupazione i vostri figli. Chissà forse verrete sorpresi dalla facilità con cui vedrete i vostri figli adattarsi bene ad un cambiamento così importante.</p>



<p>Troppe volte sono i genitori ad avere più ansie e paure dei propri figli e, anche se involontariamente, si finisce per riversare su di loro ansie e preoccupazione eccessive che dicono di una difficoltà da parte dei genitori a lasciare gli spazi giusti ai propri figli di crescere sperimentare e sperimentarsi nel mondo. è importante essere disposti a fare un passo indietro nel momento in cui vostro figlio è pronto ad aprirsi al mondo. Questo non significa che voi non sarete più importanti per lui, sarete sempre la sua guida e il suo punto di riferimento, ma arriva il momento nella vita di tutti i genitori in cui rendersi conto che il proprio figlio sta crescendo ed è pronto a vivere le prime piccole grandi esperienze della vita al di fuori della propria casa e cerchia familiare. Solo se gli darete la massima fiducia lui potrà sperimentarsi e conoscere sé stesso.</p>



<p class="has-text-align-right">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right">Psicologa</p>
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		<title>In vacanza con i figli</title>
		<link>https://bodee.it/in-vacanza-con-i-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[È proprio vero che i figli cambiano la vita. E tra le tante cose che cambiano senza dubbio ci sono le vacanze. Eppure, diventare genitori, come abbiamo detto tante volte, non significa rinunciare a ciò che si é come persone, donne o uomini, o come partner, mogli o mariti, per lasciare spazio solo al proprio [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://bodee.it/in-vacanza-con-i-figli/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È proprio vero che i figli cambiano la vita. E tra le tante cose che cambiano senza dubbio ci sono le vacanze.</p>



<p>Eppure, diventare genitori, come abbiamo detto tante volte, non significa rinunciare a ciò che si é come persone, donne o uomini, o come partner, mogli o mariti, per lasciare spazio solo al proprio sé come genitore. È importante quindi anche in vacanza riuscire a mantenere il giusto equilibrio tra i ruoli, affinchè questo periodo sia ristoratore nel vero senso della parola.</p>



<p>Esistono diverse mete per le proprie vacanze, scegliere quella giusta che incontri l’esigenza di tutti può essere una buona soluzione. Non esiste la soluzione ideale per tutte le famiglie con bambini, semmai è più opportuno scegliere la tipologia di vacanza che faccia sentire tutti i membri della famiglia a proprio agio, tenendo conto delle esigenze di tutti. Se per alcune famiglie, potrebbe essere utile optare per villaggi turistici in cui non dover pensare alla gestione dell’alloggio e trovare attività da far svolgere ai bambini durante il giorno, per altre una casa vacanze in cui avere i propri spazi e la propria autonomia può risultare la scelta più confortevole. Questi sono solo due esempi di soluzioni che potrebbero fare al caso di famiglie con figli.</p>



<p>La meta e la tipologia di vacanza adatta a voi non sono solo le uniche cose da valutare prima di partire per le vacanze. Proprio perché non bisogna trascorrere l’intera vacanza a star dietro ai propri figli, che magari, per via del cambiamento dei luoghi, delle abitudini, degli spazi, e dei tempi di casa, possono essere ancora più richiedenti in vacanza rispetto al solito. Al contrario, riuscire a dedicare del tempo alla coppia o perché no, a se stessi in vacanza può aiutare a rilassarsi, a staccare la spina e a recuperare le energie dopo un intero anno fatto di fatiche e sacrifici quotidiani. Per farlo può essere utile avere qualcuno che vi aiuti nella gestione dei figli in vacanza. Si può optare per andare in vacanza con altre coppie di amici o con parenti, oppure chiedere aiuto alla baby-sitter, o contare sul club nei villaggi, se questa soluzione piace a vostro figlio. Ci sono tantissime soluzioni tra cui trovare la più adatta a voi e alle vostre esigenze. La cosa importante è non essere soli, se si ha la percezione di non riuscire a gestire tutto.</p>



<p>In ogni caso l’obiettivo non deve essere quello di separarsi per l’intera giornata dal proprio bambino. Ricordatevi che le vacanze sono un’occasione più unica che rara per condividere momenti&nbsp;in famiglia, in cui essere tutti insieme disponibili a dedicarsi ad attività da svolgere insieme, liberi dagli impegni e dagli stress quotidiani.</p>



<p>È bene inoltre ricordarsi che non si va mai in vacanza dall’essere genitori. Pertanto, è importante anche durante il periodo delle vacanze mantenere almeno in parte, alcune regole che disciplinano la vita in casa, come ad esempio alcuni orari, o altre limitazioni che imponete di solito ai vostri figli. Questo perché i bambini devono ritrovare anche in vacanza quei paletti che costituiscono i limiti entro i quali potersi muovere, affinchè non si sentano completamente persi.</p>



<p>La vacanza poi può essere il tempo giusto per dedicarsi alla coppia, trascorrere del tempo di qualità insieme al proprio partner, ritagliarsi del tempo per comunicare e ritrovare la dimensione anche intima della coppia.</p>



<p>Infine, in vacanza è importante ritagliare un po&#8217; di tempo per se stessi, dedicandosi ad esempio alla lettura o a tutte quelle attività che amate fare ma che troppo spesso sacrificate per mancanza di tempo o stanchezza.</p>



<p class="has-text-align-right">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right">Psicologa</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I compiti delle vacanze</title>
		<link>https://bodee.it/i-compiti-delle-vacanze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2024 12:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Se la fine della scuola segna il via alle vacanze, allo svago, ai giochi all’aria aperta e al divertimento, in aggiunta si ripropone come ogni anno l’annoso problema dei compiti delle vacanze, troppo spesso occasione di scontri tra genitori e figli anche nei mesi estivi. In molti ogni anno dichiarano a gran voce l’inutilità dei [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://bodee.it/i-compiti-delle-vacanze/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se la fine della scuola segna il via alle vacanze, allo svago, ai giochi all’aria aperta e al divertimento, in aggiunta si ripropone come ogni anno l’annoso problema dei compiti delle vacanze, troppo spesso occasione di scontri tra genitori e figli anche nei mesi estivi.</p>



<p>In molti ogni anno dichiarano a gran voce l’inutilità dei compiti delle vacanze, sottolineando l’importanza dei mesi estivi come occasione per i bambini di liberare la mente, abbassare i livelli di stress riguardanti la scuola e di recuperare le forze per arrivare pronti a settembre per l’inizio del nuovo anno. Queste indicazioni riecheggiano anche nel mondo politico, attraverso dichiarazioni che sempre più spesso rivendicano la necessità di ridurre se non addirittura eliminare definitivamente i compiti delle vacanze.</p>



<p>Eppure, ogni anno è sempre la stessa storia. I compiti delle vacanze non accennano a diminuire, le famiglie alle prese con i loro figlio faticano a far fare loro i compiti, i figli non si risparmiano lo stress di dover trascorrere molte delle ore delle loro giornate d’estate sui libri.</p>



<p>Di fatto però non esiste ancora una legge che si esprima chiaramente a riguardo, in quanto è la singola istituzione scolastica nello svolgimento della propria autonomia a progettare l’offerta formativa e pertanto, a decidere in merito ai compiti delle vacanze.</p>



<p>In attesa che si attuino quei cambiamenti tanto richiesti nel mondo scolastico, vediamo insieme come affrontare al meglio la questione dei compiti delle vacanze in casa, con qualche indicazione che possa aiutare i genitori e i figli a vivere i compiti delle vacanze nel modo meno stressante possibile.</p>



<p>Innanzitutto, è importante che i genitori non obblighino i figli a mettersi sui libri subito dopo la fine della scuola. Le vacanze sono importanti per i figli, permettono loro di fare una pausa, meritata e necessaria, dopo lunghi mesi di stress scolastico. Lasciateli liberi per almeno il primo periodo delle vacanze estive di svagarsi, muoversi, stare all’aria aperta, senza costrizioni. Mai come quest’anno c’è bisogno di riappropriarsi di tempi e spazi per il movimento, possibilmente all’aperto.&nbsp;</p>



<p>Dopo le prime settimane di completo stacco dai libri, aiutate i vostri figli a stabilire una routine che li faccia riavvicinare ai compiti e che consenta loro di eseguirli senza eccessi, in maniera diluita nel tempo. Pianificate magari un orario durante il giorno da dedicare ai compiti, senza che diventi un periodo troppo lungo.</p>



<p>Cercate di rendere il momento dei compiti il meno stressante possibile. Questo significa essere presenti, qualora i vostri figli chiedano il vostro aiuto, oppure lasciare che se ne occupino da soli, se hanno già raggiunto il grado di autonomia necessaria. Durante le vacanze, svolgere i compiti insieme ad un compagno può essere una buona idea per garantire lo svolgimento dei compiti, in una dimensione di condivisione, che possa poi lasciare spazio a momenti ludico-ricreativi in compagnia.</p>



<p>Qualora foste chiamati a seguire i vostri figli nello svolgimento dei compiti, è importante affrontare il momento con pazienza e dedizione. Mai criticare i figli per gli sbagli commessi, o punirli, piuttosto far comprendere loro i concetti e lasciare il tempo necessario per l’apprendimento. Mettere fretta non aiuterà il bambino ad apprendere, anzi non farà altro che fomentare un senso di disagio e di inadeguatezza. Al contrario, elogiare i vostri figli per il buon risultato, sostenerli e motivarli nei momenti di difficoltà trasmettendo loro la vostra fiducia nei loro confronti li sosterrà nel processo di apprendimento e contribuirà ad accrescere la loro autostima e il loro senso di autoefficacia.</p>



<p class="has-text-align-right">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right">Psicologa</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cyberbullismo</title>
		<link>https://bodee.it/cyberbullismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 12:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Spesso si parla di bullismo, un fenomeno che riguarda molto da vicino bambini e ragazzi che nell’ambito delle relazioni tra pari, il più delle volte a scuola, possono avere a che fare con episodi di vittimizzazione. Esiste però una forma di bullismo, più sommersa, ma non per questo meno presente che non si vede tra [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://bodee.it/cyberbullismo/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Spesso si parla di bullismo, un fenomeno che riguarda molto da vicino bambini e ragazzi che nell’ambito delle relazioni tra pari, il più delle volte a scuola, possono avere a che fare con episodi di vittimizzazione. Esiste però una forma di bullismo, più sommersa, ma non per questo meno presente che non si vede tra i banchi di scuola, ma si gioca nel mondo virtuale. Il cyberbullismo.</p>



<p>Se il bullismo viene definito come quel fenomeno di sistematica prevaricazione e soprusi messi in atto da parte di un bambino di un adolescente, definito “bullo” nei confronti di un altro percepito come più debole, ovvero la vittima, il cyberbullismo ne rappresenta una sua più recente evoluzione che non si gioca nel mondo fisico ma in quello virtuale. &nbsp;</p>



<p>L’avvento di Internet e l’uso dei dispositivi digitali tra i giovanissimi ha senza dubbio portato notevoli cambiamenti nella loro vita. Il mondo di Internet però cela sempre delle insidie. Il cyberbullismo è una di queste. È importante che i genitori sappiano di che cosa si tratta al fine di proteggere i loro figli dal rischio di essere esposti a questo fenomeno.</p>



<p>Con il termine cyberbullismo si fa riferimento alle violenze verbali e psicologiche che la figura del bullo, agisce nei confronti della vittima, che non viene più colpita nel mondo reale ma online. Il cyberbullismo per le sue caratteristiche è dunque più pervasivo e colpisce diversamente la vittima, rispetto al bullismo tradizionale. Questo accade perché gli attacchi di cyberbullismo possono essere fatti da chiunque, anche in forma anonima e possono colpire la vittima in qualsiasi momento. Tra i vari motivi che rendono il cyberbullismo più grave del bullismo tradizionale vi è quindi una perdita di confini che rende la vittima più vulnerabile ad ogni attacco.</p>



<p>Diverse sono le motivazioni che spingono un ragazzo ad agire violenza virtualmente, e altrettante le conseguenze di natura fisica e psicologica sulla vittima.</p>



<p>In quanto genitori è importante non lasciare mai soli i propri figli in balia degli strumenti tecnologici e porsi come figure di riferimento a cui il bambino o il ragazzo vittima di cyberbullismo sente di potersi rivolgere per chiedere aiuto.</p>



<p>Esistono, infatti, dei piccoli accorgimenti pratici che possono rendere la fruizione di internet più sicura: non divulgare contenuti troppo personali e privati, mettere al sicuro i propri materiali, ad esempio con password sicure, non accettare richieste di amicizia, oppure tentativi di comunicazione da persone sconosciute.</p>



<p>È importante che i genitori seguano i loro figli nell’uso che essi fanno di Internet. Parlare loro dei rischi e dei pericoli che si celano dietro l’uso dei dispositivi tecnologici serve per rendere responsabile la loro fruizione del web.</p>



<p>I genitori poi, al pari della scuola e di altre agenzie educative, devono essere impegnati in prima linea a combattere il fenomeno agendo in ottica preventiva, promuovendo il rispetto per se stessi e per le altre persone nei propri figli e agire così in un’ottica di responsabilizzazione.</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-573f11f2-d0eb-44ff-b74c-89f4873def29">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-425d9ce2-8c74-4715-be20-b4dddc0559b4">Psicologa</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bambini e social network. Il ruolo dei genitori</title>
		<link>https://bodee.it/bambini-e-social-network-il-ruolo-dei-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 12:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[L’uso di internet e dei social network è diventato ormai parte integrante della vita di tutti, nessuno escluso, nemmeno i più piccoli. Sempre più spesso si vedono infatti bambini anche molto piccoli approcciare ai social network. Per quanto ampiamente utilizzato, l’ambiente virtuale non è esente da rischi e pericoli che se non tenuti in considerazione [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://bodee.it/bambini-e-social-network-il-ruolo-dei-genitori/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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<p>L’uso di internet e dei social network è diventato ormai parte integrante della vita di tutti, nessuno escluso, nemmeno i più piccoli. Sempre più spesso si vedono infatti bambini anche molto piccoli approcciare ai social network. Per quanto ampiamente utilizzato, l’ambiente virtuale non è esente da rischi e pericoli che se non tenuti in considerazione possono provocare conseguenze importanti nella vita di chi ne fa uso.</p>



<p>Cosa si può fare allora in quanto genitori per tutelare al meglio i propri figli quando si approcciano ai social network e più in generale a internet e per promuovere un uso consapevole di Internet?</p>



<p>A questo proposito il compito più significativo dei genitori è quello di educare i propri figli ad un uso responsabile di Internet e dei devices tecnologici, affinchè il bambino o il ragazzo non perda di vista l’importanza di vivere nel mondo reale e il contatto con la propria realtà, invece che immergersi completamente in un mondo virtuale. Esistono poi dei pericoli della rete da cui è bene imparare a proteggersi. Anche in questo caso il ruolo dei genitori è importante nell’accompagnare i propri figli ad un uso responsabile di Internet.</p>



<p>Sicuramente i primi che devono essere informati sui rischi che si corrono in rete sono proprio i genitori, i quali senza dover essere per forza esperti nel settore tecnologico, dovrebbero sapere come funzionano i social network e i siti visitati dai propri figli. Quindi, una volta informati, è bene che parliate con i vostri figli del mondo digitale e dei pericoli che si possono celare dietro l’uso di Internet, allo scopo di promuovere un’educazione alla fruizione consapevole del web.</p>



<p>Prima di lasciare i vostri figli da soli nel web è bene affiancarli le prime volte per controllare come questi si comportano online. La cosa importante è non rendere la vostra presenza al loro fianco troppo ingombrante. I figli devono percepire che voi siete lì per accompagnarli non per controllarli o addirittura spiarli.</p>



<p>È necessario poi determinare delle regole relative all’uso di Internet fin da subito. Innanzitutto, rispetto all’età a cui consentire ai figli l’uso di Internet. Per quanto concerne i social network esistono delle direttive. &nbsp;Non è possibile, infatti, iscriversi ad un social network al di sotto dei 13 anni. In generale però più il bambino è piccolo e più è importante seguirlo mentre si addentra nell’uso di internet, e per aiutarlo è bene che abbia delle regole ben precise, atte a determinare il suo spazio d’azione in questa sua esplorazione. &nbsp;Più i figli sono grandi e più vi è la possibilità di determinare regole che siano frutto di una negoziazione tra genitori e figli.</p>



<p>Sarebbe opportuno poi fissare delle regole relative al periodo di tempo massimo per l’uso dei dispositivi digitali oltre che i momenti nei quali è concesso farlo. Questo è importante perché i ragazzi non perdano di vista il mondo reale e imparino a suddividere il tempo in maniera responsabile nel corso della giornata, non perdendo l’opportunità di svolgere anche attività diverse, off-line.</p>



<p>A questo proposito è bene essere sempre attenti osservatori del comportamento dei propri figli. Se si osserva una tendenza sempre maggiore del bambino o del ragazzo a rinchiudersi in un mondo virtuale abbandonando sempre di più il mondo reale significa che qualcosa non va. E potrebbe essere necessario chiedere aiuto a qualcuno.</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-573f11f2-d0eb-44ff-b74c-89f4873def29">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-425d9ce2-8c74-4715-be20-b4dddc0559b4">Psicologa</p>
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		<title>Shareting</title>
		<link>https://bodee.it/shareting/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 12:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[I social network sono diventati ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Non esiste momento o luogo che non venga fotografato e postato, per condividere con il mondo virtuale le nostre esperienze quotidiane. Anche tutto ciò che riguarda la genitorialità oggi viene condiviso sui social. Sempre più i genitori di oggi hanno la tendenza a [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://bodee.it/shareting/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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<p>I social network sono diventati ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Non esiste momento o luogo che non venga fotografato e postato, per condividere con il mondo virtuale le nostre esperienze quotidiane. Anche tutto ciò che riguarda la genitorialità oggi viene condiviso sui social.</p>



<p>Sempre più i genitori di oggi hanno la tendenza a condividere foto e notizie sui propri figli dalla gravidanza ai momenti di crescita più significativi.</p>



<p>Sicuramente pubblicare sui social contenuti relativi alla propria vita da genitori è un modo per comunicare con il mondo, essere connessi e condividere con gli altri i momenti più belli e significativi delle proprie esperienze quotidiane. Eppure, dietro l’utilizzo dei social network si possono celare alcuni rischi. Uno di questi è lo shareting.</p>



<p>Capire di che cosa si tratta e cosa può comportare è importante al fine di promuovere un utilizzo consapevole dei social network da parte dei genitori di oggi.</p>



<p>Il termine shareting nasce dall’unione di due termini, “sharing” che significa condivisione e “parenting” ovvero genitorialità e si riferisce alla pratica attuale sempre più diffusa tra i genitori di condividere immagini e contenuti sui social network relativi ai propri figli.</p>



<p>Per quanto sia una pratica ampiamente diffusa e socialmente accettata, pubblicare contenuti relativi ai propri figli sui social può celare dietro di sé alcuni pericoli, tra cui la privacy e la sicurezza dei bambini che vanno tenuti presente.</p>



<p>Il primo aspetto di cui è importante parlare è la privacy. Nel momento in cui viene condivisa una foto che ritrae un bambino, questa viene resa pubblica. Per quanto questa affermazione risulti banale, occorre fermarsi e rifletterci. Nel momento in cui un genitore scatta una foto ai figli e la pubblica, non chiede il permesso ai propri figli di farlo. Questi, una volta cresciuti, dovranno fare i conti con del materiale, ormai di dominio pubblico, che li ritrae e del quale loro stessi possono non approvarne la condivisione.</p>



<p>Un altro grande problema è quello relativo alla sicurezza. La condivisione sul web di fotografie ritraenti bambini possono sfuggire al controllo dei genitori e sfociare in un mondo assai lontano da ciò a cui pensa un genitore quando condivide una foto del proprio figlio, tuttavia presente. Quello della pedopornografia.</p>



<p>Come fare allora a gestire questo fenomeno?</p>



<p>Questo contributo non si pone lo scopo di dissuadere i genitori dal pubblicare sui social contenuti relativi ai propri figli. Come abbiamo già detto l’uso dei social network è ormai diventato parte integrante della nostra vita e tutti noi, chi più chi meno, è esposto all’utilizzo del web come luogo di condivisione di contenuti personali. Tuttavia, è importante promuovere un utilizzo consapevole di Internet, e per farlo è importante conoscere i rischi che la condivisione di contenuti personali sui social, soprattutto riguardanti i propri figli, può comportare.</p>



<p>Esistono, infatti, degli accorgimenti per gestire in modo più sicuro il materiale condiviso sui canali social.</p>



<p>Può essere utile informarsi sulle policy dei siti su cui si intende pubblicare i propri contenuti. Allo stesso modo è importante conoscere ed attivare tutte le impostazioni a disposizione per la gestione dei propri profili social per renderli più sicuri.</p>



<p>In generale è necessario riflettere prima di condividere del materiale sui social per evitare di commettere errori che potrebbero avere delle ripercussioni su se stessi e soprattutto sui propri figli.</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-573f11f2-d0eb-44ff-b74c-89f4873def29">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-425d9ce2-8c74-4715-be20-b4dddc0559b4">Psicologa</p>
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		<title>Si va nella casa nuova! Come affrontare il trasferimento al meglio</title>
		<link>https://bodee.it/si-va-nella-casa-nuova-come-affrontare-il-trasferimento-al-meglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 12:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Cambiare casa come ogni cambiamento può essere stimolante ed emozionante, ma spesso può creare disordini e disagi, soprattutto nei bambini. A volte, quando la famiglia si allarga emergono nuove esigenze, anche di spazi, che possono portare la famiglia a prendere la decisione di trasferirsi in un’altra casa. A volte invece, esigenze lavorative possono motivare la [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://bodee.it/si-va-nella-casa-nuova-come-affrontare-il-trasferimento-al-meglio/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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<p>Cambiare casa come ogni cambiamento può essere stimolante ed emozionante, ma spesso può creare disordini e disagi, soprattutto nei bambini.</p>



<p>A volte, quando la famiglia si allarga emergono nuove esigenze, anche di spazi, che possono portare la famiglia a prendere la decisione di trasferirsi in un’altra casa. A volte invece, esigenze lavorative possono motivare la famiglia a cambiare addirittura città, oltre che casa. A prescindere da quale sia la motivazione, il trasferimento, in quanto cambiamento del proprio ambiente di vita quotidiano, può essere un momento molto delicato, che necessita di attenzioni affinchè possa essere affrontato al meglio.</p>



<p>Tuttavia, seguendo qualche piccolo accorgimento, sarà possibile aiutare anche i più piccoli ad affrontare al meglio il cambio casa. Vediamone alcuni.</p>



<p>Spesso si pensa che tenere nascoste alcune situazioni difficili o spinose possa essere il modo migliore per proteggere i più piccoli da eventuali stress. Tuttavia, ci dimentichiamo che i bambini sono molto sensibili al contesto dentro il quale vivono, soprattutto da un punto di vista emotivo. Comunicare ai figli l’intenzione di trasferirsi è un buon modo per evitare che un cambiamento così importante non venga vissuto come traumatico. Abituare all’idea di dover cambiare casa può permettere ai bambini di familiarizzare con un cambiamento ancora prima che questo accada. Al contrario, costringere i bambini ad un radicale ed immediato cambio di ambiente potrebbe generare disagio, tensioni ed ansia, a quel punto difficili da gestire. Come sempre quando parliamo ai bambini dobbiamo preoccuparci di adottare un linguaggio semplice ed adeguato all’età non solo preoccupandoci di veicolare le informazioni corrette, in modo chiaro, ma facendolo anche all’interno di un contesto emotivamente caldo ed accogliente delle loro eventuali domande, paure, dubbi e preoccupazioni. Essere disponibili a contenere le loro reazioni, anche da un punto di vista fisico, attraverso le coccole gli abbracci di cui necessitano sarà un buon modo per rendere la comunicazione il meno traumatica possibile.</p>



<p>A tal proposito sarà importante evitare che i bambini possano in qualche modo attribuire a loro stessi la responsabilità o la colpa di questo cambio. Per questo sarà utile fornire spiegazioni semplici e chiare, ma puntuali delle motivazioni che vi hanno spinto a prendere questa decisione.</p>



<p>In base all’età, i figli saranno in grado di prefigurarsi in maniera diversa il cambio casa. Per questo occorrerà aiutarli affinchè possano familiarizzare il più possibile con ciò che saranno chiamati ad affrontare.</p>



<p>Spesso avvicinare i bambini all’idea del trasloco in maniera ludica può essere un buon modo di procedere. Attraverso il gioco o il disegno i bambini potranno così essere aiutati a prepararsi all’evento che dovranno affrontare. Ad esempio, potranno essere invitati a fantasticare su come sarà la loro cameretta. Se più grandi, i bambini e gli adolescenti potranno essere avvicinati all’argomento attraverso il dialogo che dovrà essere sincero e aperto, non giudicante, ma al contrario accogliente dei loro pensieri e delle loro emozioni. Soprattutto laddove i vostri figli mostrino resistenze rispetto al trasloco.</p>



<p>Rendere i bambini attivi nel trasloco può essere un buon modo per coinvolgerli e per non farli sentire soli. Se sufficientemente grandi potrete invitare i vostri figli a dedicarsi ad esempio, almeno in parte, alla preparazione degli scatoloni contenenti i loro oggetti preferiti. Oppure potrete chiedere loro di aiutarvi con i preparativi, assegnando loro piccoli compiti, che li faranno sentire attivi nel corso dei preparativi. Questo è un buon modo per rendere quello dei preparativi un momento di divertimento e di condivisione.</p>



<p>Spesso il trasloco può comportare un drastico cambiamento di abitudini. Rassicurare i vostri figli e fare gli sforzi necessari affinché subito dopo la rottura di una routine se ne crei una nuova li aiuterà a ritrovare presto una nuova dimensione di normalità.</p>



<p>Questo faciliterà l’inizio della vita nella casa nuova.</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-81cf03b8-eaa2-499f-b7e4-4c22e0860987">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-6d269ea9-5936-43ba-b15a-b389a754dfb0">Psicologa</p>



<p></p>
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		<title>Quando i genitori si separano</title>
		<link>https://bodee.it/quando-i-genitori-si-separano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin.bodee]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 12:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[La separazione dei genitori può rappresentare un momento difficile per la vita dei figli, che inevitabilmente ne vengono colpiti. Spesso però la separazione può essere l’unico modo per risolvere conflitti e ristabilire un nuovo assetto familiare. Il vero problema allora può non essere la separazione in sé, ma come questa viene affrontata. Ecco perché è [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://bodee.it/quando-i-genitori-si-separano/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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<p>La separazione dei genitori può rappresentare un momento difficile per la vita dei figli, che inevitabilmente ne vengono colpiti. Spesso però la separazione può essere l’unico modo per risolvere conflitti e ristabilire un nuovo assetto familiare. Il vero problema allora può non essere la separazione in sé, ma come questa viene affrontata. Ecco perché è importante prestare attenzione ai propri figli, affinché l’evento della separazione venga vissuto nel modo più sereno possibile.</p>



<p>Molti genitori pensano che la separazione riguardi solo loro e che i propri figli, soprattutto se molto piccoli ne siano esenti. In realtà, spesso ci dimentichiamo di come i figli siano molto sensibili a ciò che accade nel proprio ambiente familiare e di quali possano essere le ripercussioni su di loro se non accompagnati in un processo di elaborazione della realtà.</p>



<p>Al contrario spesso i figli vengono coinvolti in maniera disfunzionale nella dinamica della separazione. In alcuni casi, infatti, i genitori che si separano, soprattutto nelle separazioni difficili e conflittuali possono tendere a screditare l’altro genitore agli occhi dei figli, innescando un processo di triangolazione. Con questo termine nell’ambito della psicologia si intende un meccanismo attraverso cui le interazioni tra due individui non avvengono direttamente, ma sono mediate dalla presenza di una terza persona. Nel caso delle separazioni conflittuali, spesso accade che un genitore cerchi l’alleanza con il figlio a discapito dell’altro che viene quindi screditato. Il figlio così coinvolto in questa dinamica di triangolazione potrebbe trovarsi in una situazione stressante, in cui crescono il senso di colpa e di inadeguatezza.</p>



<p>Cosa fare allora per aiutare i propri figli a superare il momento della separazione?</p>



<p>È importante comunicare in maniera chiara e semplice la decisione presa dai genitori di separarsi e farlo all’interno di un clima di calore e vicinanza. Sarà importante spiegare loro cosa accadrà, quali cambiamenti si realizzeranno nella sua vita, come ad esempio il fatto che uno dei genitori cambierà casa. Occorrerà far capire ai bambini che ciò che accadrà o è accaduto non è colpa loro. Spesso i bambini laddove non riescono ad avere una chiara comprensione di ciò che accade attribuiscono a se stessi la colpa, finendo per interiorizzare un immagine di sé negativa. Sarà inoltre necessario spiegare che la scelta di separarsi riguarda i genitori in quanto coniugi, ma non avrà nulla a che fare con una rottura del legame genitoriale, che continuerà ad esserci.</p>



<p>Per continuare ad esserci per i propri figli e aiutarli in questa fase è importante dar loro lo spazio per parlare, esprimere le proprie emozioni, ad accoglierle. Non tutti i bambini esprimono le proprie emozioni allo stesso modo. I più piccoli difficilmente le esprimeranno a parole, più verosimilmente lo faranno attraverso il loro comportamento. I più grandi invece, nella fase della pre-adolescenza e adolescenza saranno maggiormente in grado di farlo e sarà compito del genitore favorire momenti di dialogo e confronto con loro.</p>



<p>Infine, ricordarsi sempre che ogni bambino ha i propri tempi di elaborazione. Non esiste un tempo giusto e uno sbagliato o la modalità migliore in assoluto di comunicare con il proprio bambino. Per ogni famiglia ci sarà il canale migliore che sarà adeguato a quel bambino, per quel tipo di relazione e in quel tipo di situazione.</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-573f11f2-d0eb-44ff-b74c-89f4873def29">Dott.ssa Anna Guerrini</p>



<p class="has-text-align-right" id="block-425d9ce2-8c74-4715-be20-b4dddc0559b4">Psicologa</p>
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