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Adolescenti e gruppo dei pari

14 Aprile 2022

Trovare sé stessi è il compito più difficile per un adolescente. Coinvolto in una delle fasi più delicate della vita, l’adolescente inizia a prendere consapevolezza dei tratti della propria individualità, delle proprie preferenze, dei propri obiettivi e desideri, delle proprie potenzialità ma anche dei propri limiti.

I ragazzi in questa fase sentono il bisogno di capire chi sono, di conoscere i propri limiti e punti di forza, di trovare il loro posto nel mondo, oscillando tra bisogno di autonomia e di dipendenza, soprattutto nell’ambito delle relazioni, in particolare quelle all’interno della propria famiglia di origine e le relazioni con i pari.

Alle prese con questo processo, l’adolescente cambia la visione della propria famiglia d’origine che passa dall’essere il proprio principale punto di riferimento, a ciò da cui voler prendere le distanze, pur sentendosi in pericolo di fronte all’idea di distanziarsene definitivamente. La famiglia d’origine, che fino a questo momento rappresentava una fonte irrinunciabile di sicurezza e un punto di riferimento fondamentale, diventa ora il nemico con cui confrontarsi in importanti conflitti. Il ragazzo, infatti, sembra voler prendere le distanze dai propri genitori, mette in discussione regole e opinioni, spesso cercando il confronto, lo scontro, pur sentendo la necessità della loro presenza e di ricevere il loro affetto.

Se durante l’infanzia la quasi totalità delle prime esperienze relazionali si sono giocate all’interno delle mura domestiche, con l’ingresso nel mondo della scuola il bambino si apre a nuove forme di socialità intrattenendo scambi e rapporti con i coetanei e altri adulti di riferimento. Il tutto dando sempre la priorità al rapporto con i genitori, che restano comunque le fonti primarie di fiducia, amore, sicurezza.

In adolescenza tutto cambia. Il ragazzo sente sempre di più la spinta ad allargare i propri orizzonti e ad aprirsi maggiormente al mondo sociale all’esterno delle mura domestiche.

Il gruppo dei pari diventa la fonte primaria delle proprie relazioni sociali, in cui sperimentarsi e mettersi alla prova, nel continuo processo di costruzione della propria identità. Spesso è possibile trovare se stessi sperimentandosi nelle relazioni sociali ed è proprio nell’adolescenza che questo processo diventa sempre più importante. Con gli amici ci si confronta, si fanno esperienze, si affrontano le proprie difficoltà e ci si sperimenta di fronte a nuovi stimoli, si vivono le prime relazioni intime. I membri di uno stesso gruppo in genere condividono il modo di vestire e di pensare, frequentano gli stessi luoghi e praticano le medesime attività. Questa forma di conformismo consente di soddisfare il proprio bisogno di accettazione e contribuisce all’individuazione della propria identità.

All’interno delle relazioni sociali, acquistano notevole importanza quelle intime. L’adolescenza, infatti, è anche il periodo nel quale ci si apre alle prime relazioni sentimentali ed intime ​affacciandosi dunque anche al tema della sessualità. Parlare di sessualità in famiglia può essere difficile, sia per i genitori che i figli.

Molti genitori si sentono in imbarazzo e a disagio nel parlare di sessualità ai propri figli, pensando talvolta che sia inopportuno accedere a tali argomenti. Tuttavia, i genitori sono ancora un fondamentale punto di riferimento per i figli adolescenti, soprattutto di fronte a tematiche delicate, come quello sessuale. È bene quindi sin dall’infanzia aprirsi a un dialogo chiaro e autentico sulla sessualità, per permettere ai propri figli di costruire future relazioni intime sane.

Dott.ssa Anna Guerrini
Psicologa